sangiovannievangelista           San Giovanni evangelista

 

 

Evangelista, apostolo, santo (sec. I d. C.). Nato a Betsaida e pescatore nel lago di Tiberiade, era figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo il Maggiore. Forse discepolo del Battista, fu chiamato da Cristo (Matteo 4, 21-22) e ne fu il discepolo prediletto (Matteo 17, 1), ricevendo tra l'altro alla morte di Gesù il compito di sostituirlo nei doveri di figlio verso Maria. Secondo gli Atti degli Apostoli ebbe incarichi direttivi a Gerusalemme. Morta Maria, andò a Efeso e resse le chiese dell'Asia. L'agiografia dice che Giovanni, perseguitato da Domiziano, uscì illeso dal martirio. Relegato nell'isola di Patmos, vi avrebbe scritto l'Apocalisse. Morto Domiziano, sarebbe ritornato a Efeso e ivi sarebbe morto quasi centenario. Oltre all'Apocalisse, la tradizione lo dice autore anche di tre Epistole e del IV Vangelo. Festa il 27 dicembre.

Il santo compare abitualmente, con aspetto giovanile, nelle rappresentazioni plastiche e pittoriche dell'Ultima Cena e, sempre giovane e imberbe, in quelle della Crocifissione, ai piedi della Croce, accanto alla Vergine che spesso sorregge. Altra rappresentazione frequentissima di San Giovanni Evangelista è quella che lo mostra nelle sembianze di un vecchio barbuto e imponente, con accanto l'aquila che costituisce il suo simbolo; sia giovane, sia vecchio compare spesso nell'atto di compilare il Vangelo (miniature bizantine; Ghiberti, formella della porta N del Battistero di Firenze; statua di Donatello nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze). Abbastanza comune la raffigurazione della sua assunzione in cielo (Giotto, cappella Peruzzi in S. Croce).

 

Epistole di Giovanni

Tre sono le lettere attribuite dal canone cattolico all'apostolo Giovanni, collegate tra loro nell'identità dei problemi di fede e di testimonianza cristiana. La I fa un quadro dei gravi errori che dilaniano l'unità della Chiesa e propone rimedi in tono pastorale; la II e la III sono semplici biglietti a singoli destinatari e solo la II ha un accenno all'Anticristo e alla sua opera nefasta. La critica moderna attribuisce la I all'autore del IV Vangelo o a un suo discepolo, esclude invece la paternità dell'apostolo Giovanni per la II e la III e gli preferisce il “presbitero” Giovanni; la data di composizione è fra il 90 e il 110.

 

 

Vangelo secondo Giovanni

 

Dei quattro Vangeli, quello di Giovanni è forse il più letto e il più citato.
Lo stile letterario è semplice, diretto, ma incredibilmente profondo. Mentre gli autori degli altri tre Vangeli narrano quello che Gesù fece, Giovanni decise di mettere per iscritto questa testimonianza quasi a voler completare l’opera dei precedenti Vangeli, fornendoci un quadro più completo della figura di Gesù e della sua natura divina.
Pertanto questo Vangelo non è un’esposizione biografica della vita di Cristo, ma una presentazione della sua opera a favore dell’umanità perduta, come possiamo leggere al capitolo 20, versetto 31:

«Ora Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro;
ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.»

È evidente una stretta correlazione fra i miracoli operati da Gesù e le dichiarazioni che egli fa su se stesso, tutte precedute dall'espressione "Io Sono". Questa brevissima espressione per gli Ebrei dell'epoca significava moltissimo: Dio stesso si era presentato a Mosè dicendo "Io Sono colui che Sono", e il fatto che Gesù utilizzasse parte di questa frase per definire se stesso stava ad indicare che intenzionalmente stava definendosi come Dio.
qui sotto riportiamo alcune di queste dichiarazioni, e vi invitiamo a completare l'elenco leggendo voi stesi il Vangelo e trovando i putni in cui Gesù definisce se stesso: ogni volta c'è qualcosa di profondissimo da apprendere sulla Sua figura e sulla Sua divinità.

  • al capitolo 4, parlando alla donna samaritana, Gesù si definisce per la prima volta IO SONO, in risposta a lei che cita il Messia. In questo caso non stava semplicemente confermando di essere il Messia, ma di essere contemporaneamente Dio.
  • al capitolo 6 troviamo la moltiplicazione dei pani e dei pesci,  e subito dopo si autodefinisce come “pane della vita disceso dal cielo”, cioè colui il quale può saziare la fame spirituale di ogni uomo
  • sempre al capitolo 6 troviamo Gesù che cammina sulle acque: Egli è colui che governa le leggi del creato perchè Egli stesse le ha stabilite.
  • al capitolo 8 dice "Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita", subito dopo aver salvato la donna adultera da una lapidazione certa
  • al capitolo 9 ribadisce "io sono la luce del mondo" dopo aver guarito un uomo nato cieco
  • nel capitolo 11 l’amico Lazzaro, morto da tre giorni, viene restituito alla vita. Gesù dice: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà.»

Gesù non solo ha dimostrato di poter richiamare in vita coloro che erano morti: con la sua resurrezione ha dimostrato di aver sconfitto la morte, e che il suo essere Dio non sarebbe potuto mai venire meno (al capitolo 20).
La resurrezione sta alla base del cristianesimo, è l’elemento su cui poggia tutto il messaggio cristiano. Durante il lungo discorso che Gesù tiene dopo la moltiplicazione dei pani (al capitolo 6), per ben tre volte leggiamo: «... e io lo risusciterò nell’ultimo giorno», espressione che indica che, per coloro che credono, la resurrezione di Cristo è garanzia che anch'essi risusciteranno.
Gesù continua ad operare a favore dei suoi discepoli e, proprio perché è risuscitato, coloro che gli appartengono possono confidare nella sua presenza e nel suo soccorso.

Circa metà dell’intera opera è dedicata alla settimana precedente la crocifissione di Gesù e ai discorsi più intimi che egli fece ai suoi discepoli. Fu durante questi discorsi che il Maestro promise loro il dono dello Spirito Santo, il quale avrebbe ricordato e aiutato a capire i suoi insegnamenti. Prima di essere arrestato, Gesù rivolse al Padre una magnifica preghiera per i credenti di tutti i tempi, ed è grazie a Giovanni che conserviamo queste preziose parole.

Per dare qualche coordinata sull'autore, possiamo dire che Giovanni era fratello di Giacomo, anche lui uno dei dodici apostoli. Insieme al padre, gestiva un’impresa di pesca a Capernaum, presso il lago di Galilea.
Giovanni era stato discepolo di Giovanni il Battista e quando quest'ultimo presentò Gesù come l’agnello di Dio, Giovanni divenne discepolo del nuovo maestro, uno dei primi cinque discepoli insieme a Pietro, Andrea, Filippo e Natanaele. In seguito, Gesù invitò Giovanni e suo fratello Giacomo a lasciare il loro mestiere per seguirlo e, da quel momento, egli divenne testimone oculare di quanto scritto nel suo Vangelo.
Dopo la resurrezione, Giovanni intraprese una grande opera di evangelizzazione insieme a Pietro e, durante le persecuzioni che ne seguirono, rimase a Gerusalemme come colonna della chiesa. Secondo la tradizione, egli visse ad Efeso fino a tarda età, prendendosi cura delle chiese dell’Asia Minore.

Il versetto forse più citato dell'intera Bibbia è Giovanni 3:16:

«Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.»


Questo versetto è considerato il cuore della Bibbia, il testo che contiene il suo messaggio principale, il versetto che riassume l’intero insegnamento della Sacra Scrittura.

Questo è un messaggio cruciale che Dio ci rivolge. Tutti siamo compresi in questo progetto di salvezza, dobbiamo solo afferrarla credendo in Gesù, Figlio di Dio e nostro Salvatore!