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Buen Camino

Mons. Francesco Beschi nominato vescovo di Bergamo

E' ufficiale: il nuovo vescovo di Bergamo è mons. Francesco Beschi, vescovo ausiliare di Brescia. L'annuncio ufficiale è stato dato oggi, 22 gennaio, alle ore 12 in Curia: prassi vuole che la comunicazione venga data dalla sala stampa vaticana in contemporanea con le diocesi di appartenenza e di destinazione. Succede Mons. Roberto Amadei

 

beschifestasettembre2006Mons. Francesco Beschi è nato a Brescia il 6 agosto del 1951 ed è stato ordinato nel Seminario di Brescia da mons. Luigi Morstabilini il 7 giugno 1975. Ha celebrato la prima messa nella sua parrocchia cittadina di S. Anna nella periferia di Brescia. Una parrocchia periferica, S. Giulio Prete al Villaggio Sereno, è stata la sua prima destinazione. Nel 1981 mons. Morstabilini lo ha destinato alla parrocchia della Cattedrale come vicario cooperatore e mansionario. Nel 1987 mons. Bruno Foresti lo nomina direttore dell’Ufficio famiglia. Nel 1989 succede a mons. Gennaro Franceschetti nella direzione del Centro pastorale Paolo VI. In quegli anni segue anche il giovane clero nelle attività del biennio formativo. Nel 1999 mons. Giulio Sanguineti lo nomina Vicario episcopale per la pastorale dei laici e per i loro organismi di comunione e nel 2001 Provicario generale della diocesi.

 

Eletto Vescovo titolare di Vinda e Ausiliare del Vescovo di Brescia il 25 marzo 2003. Consacrato nella Cattedrale di Brescia il 18 maggio 2003 . Oltre agli studi teologici mons. Beschi ha frequentato il Conservatorio per i corsi di violino

 

STEMMA E MOTTO

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Stemma in mantello. D’azzurro al 1°, d’argento al 2°, con cucite una croce a doppia traversa d’oro ed una stella a cinque punte pure d’oro, d’azzurro al 3°. Scudo sannitico alla modernaaccollato alla croce vescovile d’oro e coronato dal cappello vescovile di verde con dodici nappe. L’azzurro, come colore del cielo, simboleggia ogni aspirazione all’alto, compresa la tensione alla gloria incorruttibile. Ed anche le virtù soprannaturali, come pure i doni che vengono dall’alto. L’argentosimboleggia varie realtà: l’amicizia, l’equità, la giustizia, l’innocenza e la purezza. Nello scudo azzurro il triangolo argenteorichiama il mistero della SS. Trinità. La croce a doppia traversad’oro, nel triangolo, è un chiaro riferimento alla Cattedrale di Brescia e al tesoro delle Sante Croci, che vi è conservato. La stella a cinque punted’oro è simbolo tipicamente mariano.
 
Il cartiglio porta il motto: “SECUNDUM VERBUM TUUM” con evidente richiamo al mistero dell’Annunciazione, nella cui solennità cadde la nomina a Vescovo Ausiliare di mons. Francesco Beschi
 

 

 

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Brescia 22 gennaio 2009

Primo indirizzo di saluto del vescovo Francesco Beschi alla Diocesi di Bergamo

Care sorelle, cari fratelli, vi saluto con semplicità e affetto. Vi saluto con discrezione e rispetto: inizio delicato e trepidante, come il sì affidato al Signore e al Santo Padre, che mi hanno chiamato e mandato a servire la vostra fede, la vostra speranza, la vostra vita. Vi saluto nel nome del Signore. La contiguità della terra bresciana a quella bergamasca non è stata motivo di scontate frequentazioni e di ovvie conoscenze: fino ad oggi ho sempre ricevuto più che dato, anche da Bergamo. Se la mia fanciullezza è stata segnata dalla meraviglia di Papa Giovanni e la giovinezza dalla passione di Papa Paolo VI, sono cresciuto, diventato prete e posto al servizio del Popolo di Dio dall’indimenticato mons.Luigi Morstabilini e dal caro mons.Bruno Foresti, padri del mio sacerdozio. Il loro ricordo, colmo di riconoscenza, mi introduce al saluto più intenso e commosso: quello al Vescovo Roberto e al suo ausiliare Lino. La cordiale amicizia dei Vescovi lombardi, della quale ho potuto godere da quando sono stato ordinato Vescovo, mi ha introdotto alla stima, alla confidenza, alla condivisione con mons.Roberto e mons. Lino. La loro benedizione mi accompagni e il mio affetto li raggiunga. Con loro desidero salutare, con fraternità sentita, tutti i vescovi bergamaschi e immediatamente tutti e ciascuno dei sacerdoti e diaconi di questa Chiesa, con i quali in un modo tutto particolare condividerò la missione evangelica. Il saluto raggiunga tutte le comunità religiose, le persone consacrate, e tutti voi laici, donne e uomini della Chiesa di Dio che è in Bergamo, a cui oggi è affidata una particolare missione nel mondo e per il mondo. Sono figlio di una grande Chiesa e il Signore mi manda a servirne una altrettanto grande: sarei incosciente se non fossi trepidante, ma sarei fuorviato se ritenessi che la grandezza consista nei numeri e nelle opere, pur provocanti a forti responsabilità, e non piuttosto nella fedeltà al Vangelo, che ammiriamo riconoscenti nella storia di chi ci ha preceduti e vogliamo con tutto noi stessi perseguire nell’oggi che il Signore ci dona di vivere. E’ una fedeltà che apre il cuore alla speranza, che illumina gli occhi per cogliere i segni dei tempi, che, pur consapevoli delle debolezze, delle contraddizioni, delle crisi e delle paure, delle sofferenze e delle prove che ci attraversano, è alimentata dalla certezza dell’amore di Dio, manifestato in Cristo Gesù, del quale siamo chiamati ad essere testimoni coraggiosi e credibili. Ancora una volta vi saluto ed abbraccio, in attesa di poterlo fare personalmente. A tutte le autorità, alle istituzioni che rappresentano, all’intera comunità bergamasca, giunga il mio pensiero di stima e vicinanza. Questi sono i giorni della preghiera: la mia per voi, la vostra per me . E mentre ringrazio il Santo Padre per la fiducia che mi ha manifestato, su tutti invoco la benedizione del Signore, con particolare ricordo per i più piccoli e i più deboli.

† Francesco Beschi, vescovo