Parrocchia San Rocco - Padergnone Parrocchia San Rocco - Padergnone

Padergnone

Ecclesiasticamente, il territorio di Padergnone appartenne prima alla Pieve di Gussago e, fino al 1969, alla Parrocchia di Rodengo.

Le prime informazioni storiche documentate sulla vita ecclesiale di Padergnone, risalgono al 1432 quando, come dimostra un’ iscrizione che ancora oggi troviamo trascritta all’interno della porta, a seguito di un’ epidemia di peste, per un ex voto, dalla vicinia viene eretta una cappella (“santellone”) dedicata a  SAN ROCCO.  
La santella era coperta, ma aperta sui lati.  È la stessa cappella che verrà in diverse fasi ampliata e diventerà l’attuale Chiesa parrocchiale.
Da un’altra iscrizione latina del 1507, che oggi possiamo trovare intorno a una croce sostenuta dallo stemma della famiglia Masperoni, su una lapide posta
sul muro di una casa all’incrocio della strada che porta a Ronco, abbiamo
notizia di un’altra epidemia di peste.
Dunque, già nel 1500, gli abitanti del piccolo borgo si riunivano nella cappella di San Rocco per le pratiche religiose.

Nel 1567, Monsignor Bollani vescovo della diocesi,  decretava che la cappella si chiudesse almeno con dei cancelli di legno o ferro e che nel frattempo non vi si celebrasse nessun rito religioso.

Forse proprio a seguito di questo decreto, gli abitanti decisero di rifabbricarla,  ma non riuscirono a completare i lavori per la Visita Pastorale del 1581 di San Carlo Borromeo che, nel decreto da lui emanato in quell’occasione, diceva: “ “Nella chiesa di San Rocco in Padergnone, non ancora finita, si tolga l’altare irriverentemente costrutto”.

Da altri documenti storici, si ha notizia che nel 1569, la cappellania di San Rocco aveva in dotazione una casa e quattro pezzi di terra e che nel 1691 il nobile Francesco Torre dotava la chiesa di un’altra cappellania per una seconda messa festiva.

E’ circa nel 1730 che gli abitanti di Padergnone cominciano a reclamare una autonomia  ecclesiale: lo si desume da alcuni documenti che parlano di una vertenza sorta con il monastero di Rodengo e più tardi, tra la fabbriceria e lo stato italiano.

Nel 1770 viene eretto il campanile.

Nel 1828, alla chiesa viene accordata apposita fabbriceria distinta da quella di Rodengo, considerato anche il fatto che gli abitanti erano ormai più di 400.

Nel 1842,  Andrea  Piardi di Gussago dona alla chiesa una casa con broletto, ma data l’esiguità della rendita e l’incameramento dei beni, non è stato possibile farvi risiedere un religioso.

In vista delle esigenze della popolazione, nel 1858, alla chiesa viene concessa la conservazione degli oli sacri; l’anno successivo viene accordato il permesso di confessare le donne e, due anni più tardi, direttamente dalla Santa Sede, arriva l’autorizzazione a  conservarvi  l’Eucarestia.

Particolarmente benemerita fu la cappellania di Don Camillo Presti.
Nativo di Padergnone, ordinato sacerdote nel 1849, vi si fermò come secondo cappellano di Don Carlo Bonini, succedendogli alla sua morte come cappellano curato.
Al suo zelo si devono la pala dell’altare maggiore, opera di Angelo Inganni e raffigurante San Rocco (1853),  la casetta per il sagrestano (1859), l’organo, costruito dal Tonoli (Brescia 1868),  la costruzione delle due cappelle della Madonna e di San Giuseppe, coi relativi altari, con la statua dell’Immacolata e la pala di San Giuseppe di G.B. Guadagnini,  il raddoppio del presbiterio, l’abside, il coro e la sacrestia  e il nuovo altare (1808),  il pavimento della chiesa, (ancora oggi in buono stato di conservazione) (1899),  l’orologio meccanico collocato sul campanile dalla ditta Frassoni (Rovato 1903), e, infine, la casa canonica (1906).
Padergnone si arricchisce inoltre di un  ampio terreno denominato piazza, donato dalla nob. Silvia Fenaroli ved. Averoldi, morta il 13 ottobre 1887.

A Don Presti, morto nel 1909, successe Don Andrea Romano, sacerdote di grande pietà e dottrina, espertissimo in questioni giuridiche.  Al suo zelo di deve la Schola Cantorum e la decorazione, ad opera del pittore Trainini Giuseppe delle cappelle laterali.
L’ostilità del regime fascista lo costrinse a lasciare Padergnone dopo 19 anni, cedendo il posto, nel 1928, a Don Giuseppe Gatti che, nei nove anni di apostolato portò a compimento la decorazione della chiesa.

Passato a Timoline nel 1937, gli successe don Ernesto Bozzoni che realizzò nel 1942 il teatrino, nel 1960 il campo sportivo, nel 1967 la scuola materna e dotò il campanile di un nuovo concerto di campane (1958).
Sua preoccupazione fu il potenziamento della catechesi, la costituzione nel 1950 del “Gruppo delle madri e dei padri cristiani” e, nel 1955 dell’Azione Cattolica. 
Si deve inoltre a lui l’istituzione del circolo Anspi.
Grazie alla sua intensa attività e all’organizzazione ecclesiale, in vista di un aumento della popolazione, con decreto del 14 maggio 1969, Padergnone veniva eretta a Parrocchia.

E’ toccato a Don Eugenio Panelli, successo a Don Bozzoni nel 1986, affrontare il problema dell’aumento della popolazione, passata da 445 abitanti del 1969 a 1356 del 1993. 
Dopo aver ristrutturato la canonica, affrontò opere grandiose quali il complesso delle aule per la formazione e la catechesi denominato “Centro formativo San Rocco” e il nuovo oratorio, inaugurato il 14 giugno 1992, con annessi  un salone teatro, un moderno bocciodromo affidato all’associazione “Tris sport e tempo libero”, campi di calcio e pallavolo.
Il 26 giugno 1994 veniva poi posta la prima pietra della nuova chiesa parrocchiale dedicata al “Nome di Maria”, il cui progetto è del francescano padre Costantino Ruggeri di Adro.
Dal 1993 funzione la radio parrocchiale “Radio Punto.”

A Don Panelli successe, nel 1998 Don Giampietro Forbice che continua nell’organizzazione delle diverse iniziative pastorali di formazione, catechesi e aggregazione e che ha rivisto il progetto della nuova chiesa, affidandolo all’Architetto Fabrizio Viola e dedicandola a “Cristo Risorto”.

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Cappellani 
 
  • Carlo Zappa

(1683-1703)

  • G.B. Bonicontri

(1703 –1735)

  • Pietro Zerla

(1735-1765)

  • Girolamo Finazzi

(1765-1794)

  • Antonio Abbiadici

(1794-1803)

  • Carlo Bovini

(1843-1860)

  • Camillo Presti

(1860-1909)

  • Andrea Romano

(1909-1928)

  • Giuseppe Gatti  

(1928-1937)

  • Ernesto Bozzoni

(1937-1969 poi parr.)

 
Parroci
  • Ernesto Bozzoni di Gambara

(1969-1986)

  • Eugenio Panelli di Ponte Caffaro

(1986-1998)

  • Giampietro Forbice di Pompiano

(1998- 2011)

  • Lazzari Duilio di Collio

(2011-20..)

   

Forbice don G. Pietro
 
 
tel. 030 610359
fax 030 6812295 
cell. 333 8574296
nato a Pompiano il 07.01.1955; ordinazione sacerdotale il 13.06.1981; della parrocchia di Pompiano.
Vicario cooperatore (Curato) Palazzolo S. Paolo in S. Rocco (1981 - 1988)
Vicario parrocchiale (Curato) Gambara (1988 - 1998)
Parroco Padergnone (1998 - 2011)
Parroco Roè Volciano dal 2011 al ......
 

 

Lazzari Don Duilio

 LazzaridonDuilio

 Telefono: 030 610359 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

VIA GUSSAGO, 2 - 25050  PADERGNONE BS
nato a Collio V.T.  il 25-07-1958  Ordinato il: 12-06-1982
vic. coop. Castenedolo (1982-1995)
vic. parr. Bovezzo (1995-2000)
parroco Odolo (2000-2011)
parroco Padergnone dal 2011.