Iubilaeum Misericordiae

 

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Abbazia Benedettina Olivetana San Nicola - Rodengo Saiano

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 Ascolta l'inno - mp3

"Misericordiosi come il Padre” (ritornello)

 

logo giubileo 2015Rendiamo grazie al Padre, perché è buono
Ha creato il mondo con sapienza
Conduce il suo popolo nella storia
Perdona e accoglie i suoi figli
Rendiamo grazie al Figlio, luce delle genti
Ci ha amati con un cuore di carne
Da Lui riceviamo, a Lui ci doniamo
Il cuore si apra a chi ha fame e sete
Chiediamo allo Spirito i sette santi doni
Fonte di ogni bene, dolcissimo sollievo
Da Lui confortati, offriamo conforto
L’amore spera e tutto sopporta
Chiediamo  la pace al Dio di ogni pace
La terra aspetta il vangelo del Regno
Grazia e gioia a chi ama e perdona
Saranno nuovi i cieli e la terra

  

 

 

 

Misericordes sicut Pater!                                [cfr. Lc 6,36]  [motto del Giubileo]

Misericordes sicut Pater! 

1. Rendiamo grazie al Padre, perché è buono
in aeternum misericordia eius                                  [cfr. Sal 135/6]
ha creato il mondo con sapienza
in aeternum misericordia eius
conduce il Suo popolo nella storia
in aeternum misericordia eius
perdona e accoglie i Suoi figli                                          [cfr. Lc 15]
in aeternum misericordia eius
2. Rendiamo grazie al Figlio, luce delle genti
in aeternum misericordia eius
ci ha amati con un cuore di carne                                      [cfr. Gv 15,12]
in aeternum misericordia eius
da Lui riceviamo, a Lui ci doniamo
in aeternum misericordia eius
il cuore si apra a chi ha fame e sete                                   [cfr. Mt 25,31ss]
in aeternum misericordia eius
Misericordes sicut Pater!
Misericordes sicut Pater!
3. Chiediamo allo Spirito i sette santi doni
in aeternum misericordia eius
fonte di ogni bene, dolcissimo sollievo
in aeternum misericordia eius
da Lui confortati, offriamo conforto                                  [cfr, Gv 15, 26-­27]
in aeternum misericordia eius
l’amore spera e tutto sopporta                                          [cfr. 1Cor 13,7]
in aeternum misericordia eius
4. Chiediamo la pace al Dio di ogni pace
in aeternum misericordia eius
la terra aspetta il vangelo del Regno                                  [cfr. Mt 24,14]
in aeternum misericordia eius
grazia e gioia a chi ama e perdona
in aeternum misericordia eius
saranno nuovi i cieli e la terra                                          [cfr. Ap 21,1]
in aeternum misericordia eius
Misericordes sicut Pater!
Misericordes sicut Pater!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 Diocesi di Brescia

Lettera del Vescovo

Sussidi

Appendice: Misericordia, Indulgenza e Penitenza

Sussidio per il pellegrinaggio dei gruppi

Sussidio per il pellegrinaggio individuale

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GiubiliAmo

Abbazia Benedettina Olivetana San Nicola

Rodengo Saiano

 

2015 2016 abbazia entrata giubileo 3

Apertura dell Chiesa :

Giorni Feriali:    ore   9,00 - 11,30
                         ore 15,30 - 19,00
Giorni Festivi :   ore  7,30 - 11,30
                         ore 15,00 - 19,30
 

 

 ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

 12 elementi chiave (tutti presi dal testo della bolla) che aiutano a comprendere cosa significa questo tempo di grazia.

1. L'appello alla Chiesa a contemplare il mistero della misericordia: come un dono ricevuto gratuitamente, che poi comporta la responsabilità di annunciarlo

2. Riconoscere Dio come un Padre che no n si dà mai per vinto fino a che non ha dissolto il peccato e superato il rifiuto con la compassione e la misericordia: perché la misericordia è presentata come la forza che tutto vince, che riempie il cuore di amore e che consola con il perdono

3. L'apertura della Porta Santa come simbolo di un nuovo impegno per tutti i cristiani di test imoniare con più entusiasmo e convinzione la propria fede: la Chiesa vuole essere nel mondo segno vivo dell'amore del Padre.

4. La Chiesa e le parrocchie siano oasi di misericordia: il Papa sottolinea come ogni Chiesa particolare sarà impegnata direttamente a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale per accogliere tutti con misericordia.

5. Essere missionari della misericordia:vogliamo vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore: Misericordiosi come il Padre. L'evangelista riporta l’insegnamento di Gesù che dice: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro e misericordioso` (Le 6,36)"

  6. Promuovere i pellegrinaggi come stimolo alla conversione: sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio (ricordiamo che sabato 5 marzo l'Unita pastorale ha programmato il pellegrinaggio alla chiesa giubilare di Rodengo con tutte 4 le parrocchie di Ome Padergnone Rodengo Saiano).

7. Riscoprire le opere di misericordia corporali e spirituali: l'amore, d'altronde, non potrebbe mai essere una parola astratta, per sua stessa natura è vita concreta intenzioni, atteggiamenti, comportamenti che si verificano nell’agire quotidiano. La misericordia di Dio è la sua responsabilità per noi. Lui si sente responsabile, cioè desidera il nostro bene e vuole vederci felici, colmi di gioia e sereni. E’ sulla stessa lunghezza d’onda che si deve orientare l'amore misericordioso dei cristiani. Come ama il Padre cosi amano i figli. Come è misericordioso Lui, cosi siamo chiamati ad essere misericordiosi noi, gli uni verso gli altri.

8. Vivere la Quaresima con maggiore intensità, come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio: nella meditazione e nell'ascolto attento della Parola di Dio.

9. Promuovere l'iniziativa perché più persone si accostino al sacramento della riconciliazione: il confessionale, durante il Giubileo straordinario della Misericordia, sarà 'la Porta Santa dell'anima'.

10. Promuovere l'indulgenza mediante la quale Dio rende evidente questo amore che è capace di distruggere il peccato degli uomini: bisogna comprendere che la riconciliazione con Dio è possibile attraverso il mistero pasquale e la mediazione della Chiesa.

11. Tempo opportuno per cambiare vita, per lasciarsi toccare il cuore: questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo e il tempo di lasciarsi toccare il cuore. Davanti al male commesso, anche a crimini gravi, e il momento di ascoltare il pianto delle persone innocenti depredate dei beni, della dignità, degli affetti, della stessa vita.

12. Il nostro pensiero si rivolga a Maria, madre della misericordia: perché nello sguardo di Maria possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio.

PER L’INDULGENZA

Per ottenere l'indulgenza plenaria annessa è necessario visitare la chiesa recitando un Padre Nostro e il Credo e adempiendo le seguenti 3 condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

 

Guida al sacramento della Riconciliazione

  

 

 LE OPERE DI MISERICORDIA

 

 

Attraversare la Porta Santa |  Con l'apertura della Porta Santa ha inizio il Giubileo. Essa è segno di Gesù Cristo, la Porta che ci mette in Comunione con il Padre e tra di noi. Comunione che accogliamo come dono gratuito del Padre, nella celebrazione del Sacramento della Confessione, dove veniamo rinnovati nello stato della innocenza battesimale, e nella Comunione Eucaristica. Siamo, così, pienamente inseriti nel Corpo di Cristo che è la Chiesa. Questa appartenenza alla Chiesa viene espressa nella Professione della Fede e nella preghiera per il Santo Padre.
Il pellegrinaggio | È un gesto che dice l'uscita da se stessi, l'andare verso una meta. Esprime la condizione fondamentale dell'essere umano: quella di Viator, e nello stesso tempo la consapevolezza che ognuno trova la propria realizzazione e il compimento della propria esistenza, non in se stesso, ma nell'incontro e nel dialogo con gli altri e con l'Altro che è Dio.
Il piccolo, riconosciuto, accolto e servito come fratello, vera porta santa e vera via per compiere il pellegrinaggio verso la pienezza della vita.
Il Prossimo: Porta santa da attraversare | Gesù ha detto che qualunque cosa facciamo a uno dei nostri fratelli più piccoli, lo facciamo a Lui. Il piccolo è ogni prossimo, che vive un bisogno di qualsiasi genere. E ha anche affermato che chi Lo riconosce, accoglie e serve in uno di questi piccoli, entra nel Regno dei cieli, cioè nella misericordia del Padre (cfr. Mt 25).
Il Prossimo: via da percorrere per compiere il pellegrinaggio della vita | Proprio perché presenza di Gesù Cristo, il prossimo è la via che ci conduce a Lui. In questa ottica Paolo VI afferma che l'uomo è la via della Chiesa. Da qui consegue quella che Papa Francesco chiama la cultura dell'incontro che si realizza nell'accoglienza, nel rispetto e nel dialogo, e anche della mistica della fraternità. Infatti accogliendo, servendo l'altro siamo "costretti" a uscire da noi stessi, a "scomodarci" a vivere un vero e proprio esodo che ci permette di entrare nella Presenza di Gesù che è nel cuore di ogni uomo.
Le 14 opere di Misericordia corporali e spirituali: porte della misericordia e vie da percorrere per vivere la misericordia.
Le opere di misericordia corporali sono la trascrizione, con qualche integrazione, del capitolo XXV di Matteo, quelle spirituali sono il frutto di una tradizione ecclesiale antica. Sono uno dei frutti del costante rapporto tra società civile e comunità cristiana. La prima, produce domande e bisogni ai quali, spesso, non sa e non può rispondere, la seconda, mossa dalla stessa compassione di Cristo, si curva sui bisognosi e se ne fa carico attraverso la prossimità partecipe.
In questo Anno Santo, potremo fare l'esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica. Quante situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell'indifferenza dei popoli ricchi.
In questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l'olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l'attenzione dovuta.
Non cadiamo: nell'indifferenza che umilia, nell'abitudinarietà che anestetizza l'animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge.
Apriamo i nostri occhi: per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto.
Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell'amicizia e della fraternità.
Il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l'ipocrisia e l'egoismo.
“È mio vivo desiderio - dice il Papa Francesco - che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli”(MV 15).
 
Le sette opere di misericordia corporale
  1. Dar da mangiare agli affamati.
  2. Dar da bere agli assetati.
  3. Vestire gli ignudi.
  4. Alloggiare i pellegrini.
  5. Visitare gli infermi.
  6. Visitare i carcerati.
  7. Seppellire i morti.
Le sette opere di misericordi spirituale
  1. Consigliare i dubbiosi.
  2. Insegnare agli ignoranti.
  3. Ammonire i peccatori.
  4. Consolare gli afflitti.
  5. Perdonare le offese.
  6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
  7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.
Il Signore Gesù ci accoglie e ci fa partecipi della pienezza della Misericordia del Padre: se avremo dato da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete; se avremo accolto il forestiero e vestito chi è nudo; se avremo avuto tempo per stare con chi è malato e prigioniero (cfr Mt 25,31-45).
Ugualmente, sarà: se avremo aiutato ad uscire dal dubbio che fa cadere nella paura e che spesso è fonte di solitudine; se saremo stati capaci di vincere l'ignoranza in cui vivono milioni di persone, soprattutto i bambini privati dell'aiuto necessario per essere riscattati dalla povertà; se saremo stati vicini a chi è solo e afflitto; se avremo perdonato chi ci offende e respinto ogni forma di rancore e di odio che porta alla violenza; se avremo avuto pazienza sull'esempio di Dio che è tanto paziente con noi; se, infine, avremo affidato al Signore nella preghiera i nostri fratelli e sorelle.
In ognuno di questi "più piccoli" è presente Cristo stesso. La sua carne diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura.
Non dimentichiamo le parole di san Giovanni della Croce: «Alla sera della vita, saremo giudicati sull'amore».
L'annuncio dell'Anno della Misericordia
È questo ciò che il Signore Gesù annuncia (cf Lc 4) e che noi desideriamo vivere.
Questo Anno Santo porta con sé la ricchezza della missione di Gesù che risuona nelle parole del Profeta:
- portare una parola e un gesto di consolazione ai poveri;
- annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri delle nuove schiavitù della società moderna, restituire la vista a chi non riesce più a vedere perchè curvo su sé stesso;
- e restituire dignità a quanti ne sono stati privati.
La predicazione di Gesù si rende di nuovo visibile nelle risposte di fede che la testimonianza dei cristiani è chiamata ad offrire.
Ci accompagnino le parole dell'Apostolo: «Chi fa opere di misericordia, le compia con gioia» (Rm 12,8). Quando, al termine del Giubileo, la Porta santa della nostra Cattedrale verrà chiusa, vorremmo aver riscoperto, come singoli e come Chiesa, le porte che possiamo sempre attraversare e la via che siamo chiamati continuamente a percorrere, così da essere segno e anticipazione della Gerusalemme celeste, le cui porte «non si chiuderanno mai durante il giorno, poiché non vi sarà più notte» (Ap 21,25).
La Misericordia diventa indulgenza
Cosa dice Papa Francesco dell'indulgenza? Il Giubileo porta con sé anche il riferimento all'indulgenza. Nell'Anno Santo della Misericordia essa acquista un rilievo particolare. Il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini. Nella morte e risurrezione di Gesù Cristo, Dio rende evidente questo suo amore che giunge fino a distruggere il peccato degli uomini. Lasciarsi riconciliare con Dio è possibile attraverso il mistero pasquale e la mediazione della Chiesa. Dio quindi è sempre disponibile al perdono e non si stanca mai di offrirlo in maniera sempre nuova e inaspettata. Noi tutti, tuttavia, facciamo esperienza del peccato. Sappiamo di essere chiamati alla perfezione (cfr Mt 5,48), ma sentiamo forte il peso del peccato. Mentre percepiamo la potenza della grazia che ci trasforma, sperimentiamo anche la forza del peccato che ci condiziona. Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l'impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell'amore piuttosto che ricadere nel peccato (MV 22).