INIZIAZIONE CRISTIANA DEI FANCIULLI E RAGAZZI

 

LA SCELTA DEI NOSTRI VESCOVI

 

Nella diocesi di Brescia il cammino di “iniziazione cristiana” - cioè di “introduzione” alla vita in Cristo e nella Chiesa – dei fanciulli e dei ragazzi (dai 6 ai 14 anni), battezzati o no, è stato rinnovato alla luce della scelta diocesana del Vescovo Giulio Sanguineti, che è stata confermata anche dall'attuale Vescovo Luciano Monari.

All'origine del nuovo modello di ICFR sta innanzi tutto la scelta del Vescovo Giulio Sanguineti, che, sulla base delle indicazioni della CEI e di un documento preparatorio, realizzato da un gruppo di lavoro e discusso in vari ambiti diocesani, ha emanato il testo L'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi (Brescia 2003).

Gli aspetti più tipicamente liturgico-sacramentali di questo “testo base”, discussi e approvati nei Consigli Presbiterale e Pastorale Diocesani, sono poi entrati nel Direttorio per la celebrazione e la pastorale dei sacramenti nella diocesi di Brescia (Brescia 2007), promulgato con decreto dal Vescovo Sanguineti il 05 aprile 2007.

Il Vescovo Luciano Monari, a sua volta, nel Convegno del Clero del 02 settembre 2008, ha dichiarato ufficialmente di abbracciare senza riserve il progetto e di sostenerlo con decisione.

 

 

Vengono riportati qui sotto: il “testo base” di Mons. Sanguineti e la dichiarazione del Vescovo Monari.

 

 

Mons. Sanguineti 

Nella Diocesi di Brescia il cammino di “iniziazione”, cioè di introduzione alla vita cristiana, dei fanciulli e dei ragazzi (dai 6 ai 14 anni), battezzati o no, è stato rinnovato alla luce delle indicazioni del documento del vescovo Giulio Sanguineti L’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi (Brescia 2003), che dovranno diventare operative per tutta la diocesi nel giro di 5 anni.

 

Mons. Giulio Sanguineti, l'Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, Brescia 2003

Presentazione

Da diversi anni la nostra Diocesi si sta accorgendo che l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi (dai 6 ai 14 anni), anche se resiste per quanto riguarda la frequenza agli incontri di catechismo e l’accesso quasi generalizzato ai sacramenti della prima Confessione, della prima Comunione e della Cresima, tuttavia, in molti casi, non raggiunge il suo scopo fondamentale, quello di generare cristiani consapevoli e coerenti.
In un primo tempo si è pensato che la causa fosse da ricercare nei catechismi poco adeguati o nel metodo non adatto o nei catechisti non sempre preparati. Oggi dobbiamo ammettere che il problema è molto più ampio ed è essenzialmente legato al fatto che è cambiata la situazione storico-culturale, con le conseguenze che questo ha portato nelle famiglie e nelle nostre comunità parrocchiali anche sul piano religioso.
Un primo gesto di fedeltà alla storia è quello di prendere atto del cambiamento culturale e religioso, di accettarlo e di intraprendere una nuova pastorale più adatta alla situazione. Si tratta di intraprendere con vigore la “nuova evangelizzazione”, fortemente ribadita nella Scelta pastorale del 1999-2000, dando il primato a coloro che possono incidere più efficacemente sul tessuto culturale ed etico delle nostre comunità, cioè gli adulti.

Anche il Convegno Ecclesiale del maggio scorso sulla comunicazione della fede specialmente alle nuove generazioni, ha fatto emergere che determinante per la trasmissione della fede è il modello di comunità cristiana adulta in cui si vive: le nuove generazioni respirano il clima spirituale della comunità e vivono della fede degli adulti.
È giunto però il momento di rivedere lo stesso impianto dell'attuale iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, poiché nato e pensato in un tempo di “cristianità” che non è più il nostro. La catechesi non può più limitarsi ad approfondire la fede cristiana dei ragazzi, dandola per presupposta, ma deve farsi carico di una specie di primo annuncio, volto a farla nascere o rinascere da capo.
Convinto che non è più possibile continuare la prassi ordinaria di iniziazione cristiana nei termini con i quali è stata ereditata, chiedo, perciò, decisamente a tutta la Diocesi di accogliere con fiducia e di attuare con coraggio questo nuovo modello di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Nonostante l’inevitabile fatica e le molteplici difficoltà, sarà l’occasione per ripensare la nostra pastorale e dare nuovo vigore alle nostre comunitàcristiane.
Il Signore benedica i nostri sforzi.
Brescia, 15 agosto 2003
Solennità della Assunzione della Beata Vergine Maria

Giulio Sanguineti
Vescovo

  

PRESENTAZIONE SINTETICA DELL’ITINERARIO
DI INIZIAZIONE CRISTIANA DEI FANCIULLI E RAGAZZI1
(sulla base del documento del Vescovo Giulio pubblicato il 15-08-2003)

 

PRINCIPI E NORME FONDAMENTALI

 

1. L’iniziazione cristiana è il cammino di fede che, grazie soprattutto ai sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia, introduce nella vita cristiana, cioè nel mistero di Cristo e della Chiesa.

2. La catechesi dell’iniziazione cristiana non è semplicemente insegnamento dottrinale né semplice introduzione ai sacramenti, ma è “introduzione globale alla vita cristiana”. Di conseguenza, per ogni aspetto o tema catechistico bisogna avere presenti e far esperimentare i tre ambiti fondamentali della vita cristiana:

  1. evangelizzazione/annuncio/ascolto della Parola
  2. celebrazione
  3. testimonianza (soprattutto della carità).

3. Nella progettazione degli itinerari è importante tener conto dei tempi liturgici  e delle principali feste dell’anno liturgico.

4. Bisogna curare continuamente il coinvolgimento della comunità e soprattutto dei genitori (o accompagnatori), la cui disponibilità a seguire il fanciullo e, quindi, a fare loro stessi un cammino di fede, partecipando anche ad appositi incontri di evangelizzazione, va ritenuta una condizione indispensabile perché il fanciullo stesso possa effettuare il cammino di iniziazione cristiana.

5. Gli incontri di evangelizzazione coi genitori (o accompagnatori) non siano delle semplici conferenze, ma siano pensati in modo da coinvolgere attivamente e far interagire i genitori stessi,  attraverso opportuni lavori di gruppo. A questo scopo bisogna organizzare  una équipe di animatori, nella quale, accanto al sacerdote, devono trovare spazio soprattutto i catechisti per adulti che hanno ricevuto il mandato del Vescovo.

6. Nel cammino di iniziazione cristiana è necessario fare molta attenzione ai momenti celebrativi dei “passaggi”, che indicano il raggiungimento delle “mete” progressive. Ad esempio: rinnovo delle promesse battesimali o decisione di procedere nel cammino di conoscenza e amore per Gesù, verso la fine del II anno; celebrazione della prima Confessione, verso la fine del III anno; rito di ammissione tra i candidati a ricevere i sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia, verso la fine del IV anno; celebrazione della Cresima ed Eucaristia, verso la fine del V anno. È importante evitare che questi diventino passaggi automatici, uguali per tutti, senza che venga operato un adeguato discernimento.

7. In ogni parrocchia (o unità pastorale) va attivato l’«itinerario ordinario», a cui tutti i fanciulli possono accedere, a partire dai 6 anni. La decisione di avviare anche qualche cammino diversificato («catecumenale», «associativo», «familiare»), spetta, sulla base delle condizioni precisate dal documento del Vescovo (nn. 47-54),  al Consiglio Pastorale Parrocchiale; mentre la scelta di seguire il cammino ordinario o un cammino diversificato, in ultima analisi, spetta al fanciullo stesso e ai suoi genitori, opportunamente consigliati dai sacerdoti e dai catechisti.
8. I catechismi di riferimento per tutti i cammini sono quelli ufficiali e normativi della CEI. Tuttavia non bisogna dimenticare che il testo fondamentale della catechesi rimane la sacra Scrittura e che l’utilizzo dei catechismi va fatto con intelligenza e sapiente libertà.

                                                                           

B) SCHEMA GENERALE DELL’ITINERARIO ORDINARIO
(normativo anche per l’itinerario associativo e familiare)

 

I. Tempo preliminare di evangelizzazione dei genitori e di primo contatto coi fanciulli      
Tale cammino di evangelizzazione è comune a tutti i genitori (o accompagnatori), indipendentemente dalla scelta successiva di eventuali cammini diversificati per i loro figli, che potrà essere effettuata soltanto col secondo “tempo”.
Obiettivo: per un verso, offrire ai genitori la possibilità di scoprire o riscoprire la bellezza di alcuni aspetti essenziali del Vangelo, perché nasca in loro il desiderio e la disponibilità ad accompagnare i propri figli nel cammino della fede; per un altro, operare un primo contatto coi fanciulli aiutandoli a sentirsi parte di una comunità più grande rispetto a quella della famiglia.
Durata: almeno un anno, durante il quale si possono prevedere sei incontri di evangelizzazione distinti (genitori, da una parte,   fanciulli, dall’altra) e due o tre giornate di festa insieme.

NB. Per far capire la novità di questo modello di iniziazione cristiana e la prioritaria attenzione agli adulti (genitori o accompagnatori), è importante che in questo primo “tempo” ci si limiti ad un incontro mensile (e non settimanale) anche per i fanciulli, possibilmente in contemporanea con l’incontro dei genitori.
Si tenga presente, poi, che il cammino di evangelizzazione dei genitori continua anche negli anni successivi fino al termine dell’itinerario di iniziazione cristiana del figlio e potrebbe prevedere: una richiesta essenziale specifica (ad es. 4 incontri formativi e 2 feste all’anno); e, poi, l’offerta di altre possibilità formative messe già a disposizione di tutta la comunità parrocchiale (es. catechesi agli adulti, centri di ascolto della Parola ecc.).   Per le tematiche si veda la mediazione pastorale Lo racconterete ai vostri figli, Brescia 2004,pp. 42-43.

II. Tempo della “prima evangelizzazione” dei fanciulli

 

Obiettivo: introdurre il fanciullo alla conoscenza e all’accoglienza di Gesù che ci fa conoscere e incontrare il mistero di Dio.

Durata: almeno due anni, con incontri settimanali o con un “pomeriggio educativo” ogni quindici giorni.


Prima tappa: la scoperta di Gesù (si conclude col rito del “Rinnovo delle promesse battesimali”).
Seconda tappa: la scoperta del Dio di Gesù (si conclude col sacramento della Riconciliazione).
Testo di catechismo: Io sono con voi.

 

III. Tempo dell’approfondimento della fede e del completamento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (Cresima ed Eucaristia)


Obiettivo: far conoscere ed esperimentare ai fanciulli la storia della salvezza, la comunità cristiana e i sacramenti come luoghi privilegiati dell’incontro con Gesù e con Dio.


Durata: almeno due anni, con incontri settimanali o con un “pomeriggio educativo” ogni quindici giorni.


Prima tappa: la storia della salvezza tra promessa e compimento (si conclude col “Rito dell’ammissione tra i candidati ai sacramenti della Cresima ed Eucaristia”).
Seconda tappa: la comunità dei discepoli di Gesù e i sacramenti dell’iniziazione cristiana (si conclude con la celebrazione unitaria dei sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia).
Testi di catechismo: Venite con me
                                  Sarete miei testimoni.

IV. Tempo della mistagogia


Obiettivo: aiutare ed accompagnare i ragazzi a testimoniare nella Chiesa e nel mondo  (soprattutto nel giorno del Signore) la grazia  dei sacramenti ricevuti e il loro amore per Gesù.


Durata: almeno un anno, con incontri settimanali o con un “pomeriggio educativo” ogni quindici giorni.


Testo di catechismo: Vi ho chiamato amici.

 

1. Per una presentazione più completa cfr. R. Tononi, Iniziazione cristiana in ripensamento, in «Servizio della Parola» 37 (2005), nn. 371 – 372, pp.19 – 29.

 

Fonte Diocesi di Brescia - stampa il documento icfr

 

Nota Pastorale del Vescovo Giulio Sanguineti anno 2006-2007

  

SCHEMA  GENERALE

 

  

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Intervento di Mons. Luciano Monari sull’ICFR

(Convegno del Clero del 2 settembre 2008)

Quando sono venuto a Brescia ho trovato avviato il progetto di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. E su questo progetto ho riscontrato molti consensi e qualche critica. Desidero allora chiarire la mia posizione.

Che esista un problema dell’iniziazione cristiana è fuori discussione; lo vedrebbe anche un cieco alla semplice considerazione che siamo passati da una società culturalmente cristiana a una società culturalmente secolare. Che una mutazione così profonda possa andare senza trasformazioni sulle modalità di iniziare alla fede non è pensabile. D’altra parte questo è stato detto apertis verbis nell’Assemblea dei Vescovi dedicata al problema.

È evidente che dobbiamo percorrere vie nuove e che queste vie nuove debbono avere un’ottica catecumenale di iniziazione all’esperienza cristiana globale, non solo catechistica; debbono coinvolgere le famiglie perché solo loro sono in grado di accompagnare efficacemente i ragazzi alla maturità di fede; questi progetti debbono muoversi con una certa indipendenza dallo schema scolastico perché le esperienze dei ragazzi dal punto di vista della fede saranno sempre più differenziate e richiederanno tempi e modi differenziati difficili da ricondurre a uno schema prefissato.

La proposta bresciana prende atto di questa situazione e propone un cammino serio e preciso nelle sue mete, nei suoi passaggi. È una scelta perfetta? Sarebbe stolto dirlo; nessuno è oggi in grado di anticipare il futuro e definire con esattezza le scelte necessarie. È chiaramente una proposta motivata e organica. Per questo ho abbracciato senza riserve il progetto e mi propongo di sostenerlo con decisione. Ripeto: non dico che sia perfetto. Dico, però, che risponde a un bisogno autentico e vi risponde in modo pensato e intelligente.

Tra qualche anno si potrà fare una verifica e completare o correggere quello che apparirà non adeguato. Ma se adesso non c’impegniamo con tutte le nostre forze in questo progetto, non sapremo mai se è giusto o sbagliato o in quali parti sia da correggere o da migliorare. È sempre così nella vita: se uno non s’impegna seriamente in quello che fa, non saprà mai se deve fare quello o qualcos’altro. I riscontri che finora ho avuto da chi ha attuato il progetto sono molto positivi. Non miracolosi, certo, ma nessuno può pretendere un successo totale della iniziazione alla fede in una società come la nostra dove una buona percentuale delle famiglie è in crisi o non vive coerentemente la fede. Mi sembra, però, che le famiglie dei credenti si siano svegliate e stiano assumendo una responsabilità più consapevole nei confronti della fede dei figli; e questo mi sembra un ottimo risultato.

Stampa: -  Intervento di Mons. Luciano Monari sull'ICFR - Convegno del Clero 2 settembre 2008

 

Lettera del Vescovo circa alcuni aspetti dell'ICFR 03 gennaio 2013

 

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Altri documenti

 Risposte ai perchè

  Principi e schema generale

  Senso e schema delle celebrazioni

 

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 Anno     2015  - Giugno

Risultati della Verifica del percorso diocesano di ICFR

Il CISF ha consegnato al Vescovo i risultati della Verifica del percorso diocesano di ICFR.                                  

Sono disponibili per una prima lettura personale i dati elaborati e il loro commento, sia per quanto riguarda i questionari di CPP/presbiteri, sia quelli di Catechisti e Genitori.                                    L'illustrazione dei risultati da parte del prof. Pietro Boffi è programmata per il prossimo Convegno sacerdotale, per l'Assemblea diocesana dei Catechisti e per Incontri macrozonali nella seconda metà di settembre.

 

2015 risultati verifica icfr

 pdf  Sintesi verifica ICFR prof. Boffi

 pdf  Report Belletti individuale genitori

 pdf Report Boffi CPP e Catechisti

 pdf Report Vedovati